Pier Paolo Pozzi Quartet

"Le volais je le jure"
TRIBUTE TO JACQUES BREL

Une transposition en jazz contemporain de la musique de Jacques Brel.

"Progetto nato con l’ambizioso fine di restituire per quanto possibile, l’intensità interpretativa di Jacques Brel, utilizzando i mezzi a nostra disposizione: la tessitura armonica e ritmica che nel jazz contemporaneo godono di più grande liberta.
Alfamusic 2011 (Egea distributions)

Sebastien Jarrousse sax é arrangments
Rémy Decormeille piano & arrangments
Stefano Cantarano bass
Pier Paolo Pozzi drums & arrangments

 

Pier Paolo Pozzi Quartet
"special guest" DAVID LINX

"Le volais je le jure"
TRIBUTE TO JACQUES BREL

David Linx voce
Sebastien Jarrousse
sax é arrangments
RémyDecormeille piano & arrangments
Yoni Zelnik bass
Pier Paolo Pozzi drums & arrangments


L'intensità della poetica di Jacques Brel è contenuta in Je volais je le jure, ultima fatica discografica pensata dal batterista e arrangiatore Pier Paolo Pozzi. 
Varesino di nascita, romano di formazione e "francese" per maturazione artistica e "adozione", in Pozzi traspare un modernismo lirico, ricercato, mai banale. In questo Cd l'eclettico batterista (forse colpevolmente ancora non sufficientemente valutato dagli "addetti ai lavori") esprime appunto una poetica che incrocia i flussi culturali italiani e francesi, ottimamente supportato da un gruppo davvero sinergico, completato da Sebastien Jarrousse al sax (soprano e tenore), Rèmy Decormelle al piano e Stefano Cantarano al basso. 
Ad imprimere una melodica liricità sono ovviamente Jarrousse, soprattutto quando soffia nel soprano e Decromelle. Ovvero la "forza transalpina" che rende questo lavoro uno dei più interessanti ed emozionali degli ultimi anni, per ricerca e passionalità. Qualità che si uniscono a un background generale, assolutamente di primissimo ordine. 
"Non so se Jacques Brel amasse il Jazz - spiega sulle note di copertina Pier Paolo Pozzi. - Ma certo come un jazzman registrava i suoi dischi sempre in diretta con i suoi musicisti, anche quando, alla fine, debilitato dalla malattia, non poteva permettersi di ripetere una ripresa. E, come Charlie Parker, ogni sua esecuzione era di un'intensità tale da sembrare l'ultima". 
Parole che si riflettono perfettamente nella musica di Je volais je le jure. In ogni nota delle nove tracce presenti. 
Peccato che opere simili passino quasi inosservate nel marasma delle pubblicazioni che sommergono un mercato sempre più difficile, sempre votato all'effettismo, alla ricerca effimera del tributo o della composizione velleitaria. Se di "tributo" si vuol parlare, in questo caso non c'è alcun rifermento alla presunzione di reinterpretare opere legate in tutto e per tutto alla mente dei grandi. Pozzi vuole (e ci riesce perfettamente) combinare musica e poesia a livelli mai estremi, ma perfettamente mescolati. Evidente l'attento ascolto alla musica di Brel, nei suoi particolari e nelle pieghe più recondite della ritmica letteraria, tradotta in ritmica jazz. È una "fusion" che vola alto, generata da una parte dall'intensità espressiva di Brel (VésoulVoir un ami pleure,Isabelle), dall'altra l'interiorità (sempre poetica) di quattro musicisti che coniugano l'estetica jazzistica più rigorosa de essartante.

Gino Fortunato www.jazzconvention.net

Il belga Jacques Brel è stato uno dei piir famosi cantanti e composito- ri in lingua francese; Pier Paolo Pozzo presenta un delicato e sentito omaggio al lavoro del cantautore, i cui i temi originali diventano la ma- trice per forgiare un jazz eccellente, con begli arrangiamenti che ve- dono protagonista la sezione ritmica. Lo storico legame tra la canzone d'autore francese e il jazz rivive in arrangiamenti molto originali: Un enfant diventa per esempio un medium in 5/4 caratterizzato da chia- roscuri sonori che esaltano gli assolo di sax e contrabbasso. Ottimo è il gruppo di lavoro (italo-francese) che realizza esecuzioni tese e lunghe. In particolare evidenza Decormeille, pianista talentuoso e originale, con picchi di virtuosismo notevolissimi. 'Je volais je le jure" è un ben riuscito atto d'amore verso una figura storica e contemporaneamente un disco d'intenso e atiutale jazz moderno. (EM)

(Eugenio Mirti) JAZZ'IT

 

 

 

 

| Contact Me | ©2011 Pier Paolo Pozzi | © Haunag Design